Aveva ragione la Fallaci

E’ finita esattamente come predisse lei, abbiamo tollerato i musulmani e ora ci hanno colonizzato culturalmente, e l’Europa è diventata l’Eurabia.
State pensando che sono matto? Che non so cosa sto dicendo?
Ecco una foto della reggia del Califfo Italiano una volta chiamato Berlusconi ma che ben presto, lo sappiamo, cambiera nome in Abdul alhazred:

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Fare l’astronauta.

Post di inizio anno con fortissimo ritardo dovuto al fatto che ho creduto di star per morire per l’influenza.

Quand’ero piccolo da grande volevo fare l’astronauta (adesso vorrei fare il casalingo in una casa interamente domotica; grazie femminismo, ragazzi basta co st’ansia da carriera, mandiamo le donne fuori a scannarsi e noi rimaniamo in casa a giocare coi bambini mentre i robot ci fanno i lavori domestici, viva la “liberazione” della donna), la cosa ovviamente era improbabile; ricordo che ad un certo punto della mia vita, tipo a 10/11 anni, mi era venuta pure la curiosità di sapere quale fosse il percorso formativo da seguire per diventarlo, mi mancava il requisito minimo: essere americano o sovietico.

Ma anche se lo fossi stato le possibilità di diventarlo effettivamente erano scarse, all’epoca l’esplorazione dello spazio funzionava così: si prendeva un tizio lo si spediva in orbita e la gente a terra tentava, con una specie di mistica zen, di sentirsi un tutt’uno con l’astronauta nello spazio; lui diceva che era un grande balzo per l’umanità e quelli a terra a dire che “siamo andati sulla Luna” come se ci fossero effettivamente andati. Tuttavia nessuno di loro ha visto realmente la terra sospesa nel cielo, provato l’assenza di gravita, calcato le rocce lunari. Io invece queste cose volevo farle veramente, volevo esplorare cose nuove e inconsuete e volevo farlo io, guardarsi le foto non è che un pallido riflesso dell’esperienza vera.

Per fortuna, quando probabilmente sarò vecchio, ma spero prima, potrò finalmente coronare il mio sogno, e se lo potrò fare sarà grazie a quel genio pazzo che ha fondato la Virgin: Richard Branson, che sta per mandare in volo suborbitale i primi civili a bordo di una compagnia privata, con prezzi abbordabili per gente molto benestante (fin’ora solo gente schifosamente ricca poteva permettersi viaggi sulla stazione alpha, grazie a Branson d’ora in poi basta essere semplicemente ricchi).

Sto parlando della virgin Galactic che, oltre ad un sito figo in cui potete prenotare il vostro volo suborbitale, ha anche un bel filmato di presentazione, che vi invito a vedere.

Il progetto prevede di farne una specie di Ryanair dell’austronautica in primis, per poi farla evolvere in una compagnia area vera e propria super veloce (mandi l’aereo in orbita e poi riatterra dove deve atterrare, qualsiasi viaggio durerebbe massimo due ore) il logo sull’astronave è molto figo, l’astronave ha un design accattivante migliore sia degli shuttle che delle astronavi alla star trek.

Non mi dispiacerebbe se un giorno piantassero la bandiera della Virgin sul suolo marziano.

Con questi begli auspici, buon 2011.

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etica/istituzioni: l’angolo del riciclone.

Come è antica tradizione riciclo i commenti ad altri blog che mi sono costati fatica.

Antefatto, la discussione è riguardo questo video di recente messa in onda su youtube:

Una delle critiche che viene mossa sia nei commenti al video originale (che non è questo in quanto questo è la versione sottotitolata) è che tra la prima parte del video e l’ultima non vienne immesso nell’argomentazione il concetto di contratto sociale, che sarebbe vigente nel caso di coercizione da parte dello stato, in genere aggiungendo che fonte del diritto è lo stato.

questa vorrebbe essere una risposta piuttosto pignola ed esaustiva a questo tipo di critica, se volete seguire la discussione originale, si trova qui: http://lanuovaeresia.wordpress.com/2010/12/19/come-le-maggioranze-giustificano-la-violenza-sul-singolo/

Credo che stiamo facendo un po’ di confusione per via del fatto che stiamo mescolando due questioni distinte una etica e una istituzionale, adesso provo a fare un po’ d’ordine, cercando di rendere le cose più chiare possibili a costo di dilungarmi.

Etica:

Il video affronta solo la questione etica, pone degli interrogativi come faresti X date le circostanze Y? E faresti X date le circostanze Z? I protagonisti vivono in un mondo avulso dalle regole istituzionali e per questo qualcuno potrebbe muovere una critica del genere: “non esiste diritto, non esistono norme al di fuori di un sistema istituzionale, che è lo stato [sic]”. A tale critica si può rispondere proponendo un approccio giusnaturalista, tuttavia non c’è bisogno di arrivare a tanto dal momento che per fare un discorso di etica si può far uso di categorie concettuali assai più primitive: il bene e il male.

Esistono azioni malvagie, molto malvagie, poco malvagie, neutre, buone ecc. e classifichiamo queste azioni in modo avulso dal sistema normativo vigente: quando una madre insegna al figlio a trattare bene i propri compagni di classe, a non litigare, a non picchiarsi, non gli sta insegnando che è illegale farlo, gli sta insegnando che sono azioni malvagie, così le buone azioni sono percepite come buone, e non obbligatorie (anche se vi è un set di azioni che il sicuramente il bambino percepisce come obbligatorie, ma non perché imposte da un ente statale).

La riflessione sull’etica può diventare assai sofisticata, tanto che ne esistono trattati, in campo libertario i più noti sono “l’etica della libertà” e la seconda parte di “anarchia stato e utopia.”

Quale che sia il nostro orientamento etico comunque possiamo utilizzarlo per giudicare le azioni altrui, comprese quelle poste in essere da enti statali, esempi classici: la Shoa e gli stermini di Pol Pot avvengono all’interno di quadri istituzionali (sono crimini perpetrati da stati, chiediamoci, è giusto chiamarli crimini anche se non c’è una sorta di meta stato che li punisca o che li decreti illegali?), tuttavia, salvo sporadiche eccezioni, vengono eticamente giudicati riprovevoli.

Il filmato non fa che invitare a utilizzare intuitivamente le proprie convinzioni etiche alle situazioni presentate nel filmato.Possiamo usare categorie etiche per giudicare quadri istituzionali.

L’obiezione, anche nei commenti al video, è che le critiche etiche possono cambiare di segno a seconda del fatto che avvengono in seno ad un contratto, insomma il povero George sarebbe vincolato ad una forma contrattuale chiamata contratto sociale e questa forma contrattuale è incarnata dallo stato (questo tuttavia non ci impedisce di usare le nostre categorie etiche per giudicare tale contratto sociale).

Prima di proseguire sarebbe il caso di mettere al vaglio questa ipotesi hobbesiana. Supponendo che sia un’ipotesi corretta possiamo valutare se uno stato è veramente espressione del cosiddetto contratto sociale o se invece qualcosa d’altro; cosa che la storia, invece, ci suggerisce.

Quanti sono gli stati che sono nati da un accordo, anche tacito, tra cittadini che delegano la risoluzione delle loro dispute ad un ente terzo, dotato di monopolio della forza, giudice in ultima istanza regolatore eccetera altrimenti detto stato?

L’impero romano ad esempio è nato in un modo del genere, tuttavia questa delega riguardava solo il nucleo originario, ed è più leggendaria che reale, poco dopo la fondazione di Roma quello a cui abbiamo assistito non sono state altro che guerre, guerre, guerre, per espandere il proprio dominio territoriale, nel periodo massimo di espansione dell’impero possiamo dire che nessuno poteva considerarsi un libero agente che contrattualmente delegava la sua podestà all’imperatore, erano solo una marea di popoli assoggettati al parassitismo della capitale.

Non diversamente è nato lo stato italiano, il regno dei Savoia si è lanciato in una campagna di conquista e in referendum truccati per dominare tutta la penisola.

Questo è l’equivalente di firmare un contratto con una pistola puntata alla tempia: il contratto è nullo.

Istituzioni:

Definiamo lo stato con Weber: «un’impresa istituzionale di carattere politico in cui l’apparato amministrativo avanza con successo una pretesa di monopolio della coercizione della forza legittima in vista dell’attuazione degli ordinamenti» .

Bene, se per ipotesi immaginiamo quello che i filosofi chiamavano “stato di natura”, è necessario che da questa situazione si venga a creare lo stato per la produzione di leggi la loro esecuzione e in generale per evitare uno stato di “bellum omnium contra omnes”?

Visto che una delle critiche è che si propongono situazioni modello “selvaggi in un villaggio del neolitico” in questo esperimento mentale immaginiamoci la società attuale dopo un collasso sistemico sulla falsariga di “snow crash” di Neal Stephenson.

Tizio vuole essere assunto da una grande azienda che chiameremo mmmhhhh Apple: Tizio viene assunto, per essere assunto deve però apporre la sua firma su di un pezzo di carta chiamato “contratto” che è a tutti gli effetti un contratto vero e proprio, su questo contratto vi sono tutta una serie di clausole, possiamo immaginarne qualcuna: l’azienda ha interesse a non essere derubata dei sui preziosi beni, quindi evidentemente ci sarà la clausola che impedisce a Tizio di rubare beni dell’azienda; inoltre possiamo ragionevolmente pensare che il CEO dell’azienda non voglia essere ucciso, e che neanche lo vuole Tizio, quindi entrambi saranno interessati che vi sia una clausola di non uccisione reciproca. Possiamo essere piuttosto sicuri che tale clausola sarà utilizzata in quasi ogni contratto, rendendola una legge universale (eccezioni potrebbero essere duelli o il pugilato, daltronde per questo secondo avviene più o meno così, dal momento che prima di un match si firma una liberatoria che esonera l’organizzazione da eventuali incidenti).

Inoltre è del tutto plausibile che sul contratto vi sarà una postilla del tipo: “i contraenti accettano di far dirimere le propri conflitti sulla base di questo contratto dall’agenzia giudiziari Golberg e associati di New York” oppure magari da Don Michael Corleone in Nevada.

Quale corte sceglieranno? Supponiamo che la Apple ha tutto l’interesse (a breve termine) ad avere le cause vinte, sa che Don Corleone lo farebbe vincere sempre o quasi, vorrebbe quindi affidare l’arbitrato a lui, tuttavia, vuoi le indagini della stampa, vuoi che le voci girano, Corleone non ha questa nomea spettacolare tra gli impiegati; se la Apple lo imponesse come corte nei contratti, non troverebbe impiegati, oppure li troverebbe ma dovrebbe pagare stipendi più alti, a seconda di quanto sia compromessa la Corleone s.p.a. La quale per questo motivo subirebbe perdite finanziarie clamorose perchè nessuno vorrebbe usarla come corte, probabilmente chiuderebbe.

Sul contratto viene quindi posto come corte la Golberg, che ha una solida reputazione di equilibrio.

La teoria del brand management e del marketing in generale ci suggerisce che il marchio non è che un veicolo di informazione, un simbolo che racchiude determinate caratteristiche del prodotto.

Di recente è stato scoperto che il cervello umano riesce a gestire circa 150 rapporti personali, come fare allora per gestire società complesse con più di 150 elementi? La risposta è che non abbiamo bisogno che le transazioni avvengano solo con persone con le quali abbiamo relazioni di tipo primario e il cervello umano ha una capacita strabiliante di gestire i simboli.

Se compro un pacchetto di biscotti mulino bianco, non ho la più pallida idea di chi li abbia materialmente fatti, che macchinari abbia usato, quale sia l’assetto proprietario, chi siano gli azionisti, il management eccetera. Eppure nel mio cervello c’è una associazione mentale del genere: Mulino Bianco= buono, bomba calorica, non c’è mai morto nessuno, presunta alta qualità → mangialo alla grande se non hai problemi di linea o il diabete.

Tizio quindi, alla stipula del contratto, vedrebbe “si affidano gli arbitraggi ecc ecc.. alla corte Golberg” e Tizio pensa “Ah ok, sono quelli della sentenza “Caio contro Sempronio” perfetto, finché non sgarro sto tranquillo.”

ovviamente non ci sarebbe bisogno di scrivere un contratto per qualsiasi tipo di transazione, ci sarebbero una serie di contratti standardizzati per cui quando firmi, per esempio, per andare al cinema, la clausola che ci sarebbe sarebbe tipo “accetto la normativa approvata dalla Warner bros enterteinment” oppure “accetto la normativa sul lavoro standard della cgil” e così via.

Qualcuno direbbe che così sarebbe una pizza stare a firmare un pezzo di carta per ogni cosa che fai (e dite questo perché evidentemente non avete mai fatto gli scrutatori e non avete dovuto mettere mille firme in un giorno) ma il mercato troverebbe soluzioni utilizzando il metodo del branding, per esempio si possono creare degli strumenti a metà strada tra la carta di identità e la carta di credito, per cui se entri in un centro commerciale mostri la tesserina che certifica che hai firmato un contratto che ti impone il comportamento X ogni volta che entri in un centro commerciale o in un centro commerciale della catena “Tal dei tali”, ovviamente Tizio non deve sempre esibire il suo tesserino, in effetti dal momento che chi non firma assolutamente nessuno contratto si trova nella quasi impossibilità di transazione o rapporti sociali in genere, sarebbe una sorta di selvaggio facilmente riconoscibile, la security del centro commerciale farebbe dei controlli trovando un compromesso tra: 1)la probabilità che ci sia effettivamente gente senza il tesserino, 2) l’incomodo che si infligge ai clienti 3) la deterrenza che la frequenza dei controlli fornisce 4) il costo di ogni controllo eccetera.

In un mercato sviluppato ci sarebbe una concentrazione di agenzie e corti, in genere in un mercato maturo i primi tre competitors si beccano il 70% del market share, non possiamo sapere in anticipo quanto sarà concentrato; comunque c’è spazio per concorrenza e competizione, anche potenziale, ci sarebbero corti che si specializzerebbero in particolari ambiti del diritto (ovvero nella scrittura di contratti altamente specialistici) e in caso di elevata specializzazione si potrebbe avere il monopolio (per esempio gli arbitrati tra aeroporti locali e steward potrebbero essere risolti tutti dalla stessa corte), inoltre si potrebbero avere piccoli casi di monopolio a livello iperlocale, infatti come le piccole spese alimentari le facciamo sotto casa, mentre quelle grandi al supermegadiscount, così deputeremmo le piccole cause a corti locali in modo da non dover fare troppa strada per le udienze eccetera, anche se tali corti possono comunque far parte di una catena.

Così è grosso modo come si potrebbe presentare una società basata sul contratto, risulta evidente che rispetto all’ipotesi hobbesiana ha due tipi di vantaggi: il primo è che non c’è bisogno di una finzione chiamata contratto sociale, per ogni norma c’è un contratto scritto e depositato da qualche parte firmato veramente dai contraenti; il secondo è che non è soggetto alle tipiche inefficienze dei monopoli legali

Per brevità non ho sviscerato argomenti come la giustizia penale (intesa come reclusione), sistemi di certificazione tipo il catasto o la cosa più simile che si avrebbe alla politica estera.

Spero di essere stato chiaro a sufficienza, domande?

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Storia della nascita del sistema pensionistico italiano in forma di acuto dialogo tra due luminari della Scienza Politica.

Politico A: Dai, su! Dobbiam far qualcosa per la previdenza sociale, ci son sempre più vecchietti che finiscono a far i barboni in strada.

Politico B: Senti qua, finché lavorano li obblighiamo a versare i soldi in un fondo fiduciario, poi quando smettono di lavorare campano un po’ con gli interessi e un po’ attingendo dal fondo.

Politico A: E se uno non ha lavorato o ha lavorato troppo poco?

Politico B: E allora vorrà dire che gli daremo un minimo per sopravvivere che preleviamo dalla fiscalità generale.

Politico A: Ma non sarebbe dignitoso! Ascolta qua invece: imponiamo ai giovani di versare parte dello stipendio e con quello che versano diamo un piccolo stipendio a chi lascia il lavoro, che chiameremo pensione, solo leggermente più basso di quello che percepiva quando lavorava, diciamo l’80%, quindi basterebbero tre lavoratori per mantenere un pensionato; e più o meno la proporzione che abbiamo oggi è questa, anzi ci avanzano pure un po’ di soldi.

Politico B: Sì, però mi sfugge una cosa, quando quelli che lavorano vanno in pensione come facciamo a trovare i tre lavoratori che li mantengono? La popolazione deve triplicare.

Politico A: Ah! Si vede che non hai mai letto Malthus, vero? La popolazione cresce esponenzialmente, oggi gli italiani sono quaranta milioni, ma prima della grande guerra erano una ventina, e presto saranno sessanta, e pagheranno la pensione a quelli che erano venti milioni nei primi novecento.

Politico B: non fa una piega.

Politico A: questo sistema può continuare a tempo indefinito, prevedo che verrà adottato almeno fino al 2100 quando secondo i miei calcoli la popolazione italiana sarà di circa un miliardo e mezzo di individui e, se ancora non vivremo in una economia della abbondanza che renderà inutile porsi il problema, possiamo farlo arrivare fino al 2200 con i suoi tredici miliardi di Cittadini Italiani.

Politico B: Geniale.

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When the Fan hits the shit

Ordunque, mi ridesto dal profondo letargo giusto in tempo per comemntare sta cosa della fiducia che faranno domani alla camera.

Siccome è circa un anno che non guardo più la televisione, non sono particolarmente informato sulle ultime notizie, figurarsi sugli intrighi di palazzo all’italiana.

La politica Italiana inoltre mi provoca un sentimento strano: un mix di disgusto e disinteresse.

Non mi interesso di quel che si dice e si fa, e quando so qualcosa, quella cosa mi disgusta.

Quindi trovo appropriato come titolo del post la versione inversa della nota battuta anglosassone.

Ricapitoliamo un po’ le ultime evoluzioni di questo liquido prodotto sfinterico:

Abberlusconi: Quindici anni di prese per il culo, belle promesse e poi non si fa mai una sega, prima la colpa era di Casini, adesso Casini non c’è, e allora è colpa della crisi, poi era colpa di Fini, anche, vediamo da domani che Fini non ci sarà più di chi sarà la colpa.

Ha avviato una brutale campagna stampa contro Fini al suon di “traditore”, la cosa è ridicola, ammettiamo che non ci sia il vincolo di mandato, anzi, ipotizziamo che il vincolo di mandato ci sia, a chi dovrebbe essere fedele Fini, a Berlusconi o al programma che in campagna elettorale si è promesso di fare dal lontano 1994, poi 2001, poi 2006, poi 2008? Cazzo manco ai tempi del Triumvirato c’era una visione così tribale della politica.

Fini: Supponiamo che io fossi fascista, e starei tutto il giorno a propagandere quant’è bello il fascismo, quant’era bravo Mussolini eccetera; un bel giorno mi rendo conto di quale idiozia fosse questa ideologia politica, tanto da dire che era il male assoluto: beh, io mi sentirei un bel po’ in colpa (oltre che idiota) ad aver propagandato e sfruttato per ottenre il potere tali corbellerie.

Per Fini tale problema non si pone, cambia le idee come le mode e se ne sta sempre là in parlamento; per paradosso immaginatevi Hitler che invece di suicidarsi dice: “no è stato tuttio un errore d’ora in poi il partito Nazista è pacifista e antirazzista” e tutti “E ma che bravo, lui si che è una persona seria, un politico”. No dai, cioè, no.

nota bene: quello detto su Fini può essere detto tranquillamente riguardo la maggior parte dei leader PD.

Comunque Quello che propone Fini, ad oggi non è che sia tanto chiaro, ne è tanto chiaro il motivo per cui tale crisi l’ha aperta, voglio dire: lo sappiamo che lo ha fatto perchè si profilava un Tremonti

successore di Berlusconi e la cosa non gli andava giù, ma il motivo ufficiale non si capisce.

“C’è la crisi e il governo non governa abbiamo un mandato elettorale da rispettare”

Ok quindi che si fa?

“noi ci teniamo tanto alla legalità.”

Adesso, io personalmente non vedo tutte ‘ste bande di motociclisti scorazzare per la città, mi sfugge inoltre il sottile collegamento che passa dal non approvare il lodo Alfano al +10% di PIL

Tremonti: era quello che diceva che la crisi sarebbe arrivata dalla Cina, LOL è più credibile l’imitazione di Guzzanti ormai

La Lega: come votare per il federalismo e ritrovarsi invece il klu klux klan al potere, cioè ormai non ci sta niente da dire, se ne escono con robe tipo “le maratone le vincono i marocchini, quindi niente

più maratone” no dai ti prego no.

Bersani: innanzitutto devo scusarmi per come trattai le bersanizzazioni quando uscirono (con sufficienza), in realtà, se si misura per risultati ottenuti, Bersani è stato il politico più liberista della storia repubblicana, invito a portarmi smentite.

Detto questo neanche Bersani ha le idee molto chiare, tutt’oggi non propione nulla se non qualche roba veterocomunista sulla tassazione delle rendite, tanto per cambiare. Perchè diciamocelo, Bersani e gran parte dei suoi stanno nel dilemma di cosa proporre ora che che non si può più dire che il comunismo è figo, quindi proclamano la loro sinistrità ma non sanno esattamente cosa questa implichi, io credo che in fondo siano critici del comunismo solo per il fatto che era una dittatura credo che nella testa di Bersani Comunismo + democrazia sia una bella cosa.

Vendola: Bertinotti con un orecchino e ancora più supercazzolante (e ne va fiero) politicamente rimasto al 1917

Gli Italiani: Sta roba ve la meritate tutta, TUTTA, inutile che fate i beppegrilli, ve la meritate (e il fatto che il movimento anti sistema sia quello di beppegrillo, che è paggio di tutti i partiti messi insieme,  ne è la prova).

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Trasloco

da quando ho cominciato ad essere Astrolabio ho cambiato casa non una ma ben due volte, invece il blog non l’ho mai cambiato, però tutte le volte che vedevo i blog su wordpress pensavo che erano fighi, professionali e molto leggibili, siccome sono molto figo, professionale e, soprattutto, leggibile anche io, allora eccomi qua.

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